Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
Il romanzo viene tradotto per la prima volta in Italia nel 1936 da C. Giardini con il titolo Gatsby il magnifico e nel 1950 da Fernanda Pivano con il titolo Il grande Gatsby.
Ambientato a New York e a Long Island nell’ estate del 1922, Il grande Gatsby è uno spietato ritratto dell’età del jazz, con le sue depravazioni, il crollo dei miti e l’incomunicabilità.
La storia, tra feste sfarzose a base di musica e champagne, ipocrisia e decadenza, può essere considerata l’autobiografia spirituale di Fitzgerald quando, cercando di chiudere con l’alcolismo e la vita dissoluta, sente l’esigenza di capire quali siano stati gli errori che hanno fatto sprofondare la sua vita.
Ma ciò che più di ogni altra cosa permea ogni pagina del libro è l’indifferenza e il senso di solitudine vissuto dai personaggi, primo fra tutti l’enigmatico Gatsby.
Non c’è nessuna empatia negli smaglianti sorrisi dei partecipanti alle lussuose feste del grande Gatsby che sono solo “entusiastici incontri tra gente che non si conosceva neanche di nome”.
cenni sulla storia narrata
Nick si trasferisce a Long Island dove vive sua cugina Daisy col suo ricco marito Tom. Nella villa accanto vive Mr. Gatsby, misterioso personaggio forse legato alla malavita, famoso per le sfavillanti feste che organizza continuamente e divenute ormai leggendarie. Ma a queste feste favolose cui tutti farebbero carte false pur di essere invitati, lui non partecipa. Scopriremo che tutto quel movimento e quello sfarzo hanno l’unico scopo di attirare Daisy.
Gatsby molti anni prima, povero, si è innamorato della giovane Daisy e lo è tuttora, tanto che è disposto a qualsiasi cosa per poterla rincontrare. Chiama Nick e chiede il suo aiuto per creare l’occasione che aspetta da tanto tempo.
Nick, convinto dalle parole di Gatsby organizza un incontro e basta poco perché l’antica passione si riaccenda e tra i due ex inizi una nuova relazione. Nel frattempo anche Tom comincia una relazione clandestina con Myrtle che è sposata con il concessionario di auto Wilson.
Il ménage sembra procedere tranquillamente fino a che, durante una gita a quattro a New York, complice qualche bicchiere di troppo la situazione comincia a farsi tesa. Emergono recriminazioni e sentimenti repressi, invidie e competizioni. La gita degenera.
Mentre tornano a casa Daisy guidando l’auto di Gatsby involontariamente investe Myrtle.
Tom, che non ha visto chi era al volante, si convince che sia stato Gatsby a uccidergli l’amante e si reca da Wilson con questa versione convincendolo a far fuori l’assassino della moglie. Wilson sconvolto uccide Gatsby e poi si suicida.
Passata la buriana Daisy e Tom riprendono la loro lussuosa routine coniugale alla quale d’altronde Daisy probabilmente non avrebbe mai rinunciato neanche per il ritrovato amore.
Biografia
Francis Scott Fitzgerald (1896 –1940) incarna perfettamente la figura che ha così ben descritto con i suoi personaggi: brillante, intelligente, attraente, eccessivo. Il matrimonio con Zelda enfatizza ulteriormente questa immagine: due giovani letterati belli e dannati, amati e invidiati. Vanno a vivere a Parigi e in Costa Azzurra, spendono e spandono, gli piace dare feste e avere la casa sempre piena di gente. Amano divertirsi. E gli eccessi. Soprattutto lui.
Non si preoccupano del domani e delle conseguenze dei loro comportamenti, soprattutto dell’abuso di alcol.
Il loro rapporto ne risente e Zelda nel 1930 viene colpita da un esaurimento nervoso e viene portata in clinica psichiatrica. Si scriveranno grandi lettere d’amore ma non si vedranno più.
Fitzgerald peggiora lentamente ma inesorabilmente. Preda di alcol e depressione muore d’infarto a 45 anni.
Zelda non sopravvive ad un incendio divampato nella clinica otto anni dopo.
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